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Chimico e petrolchimico

Impianti chimici e petrolchimici, solventi e prodotti infiammabili

Gli impianti chimici trattano gas, vapori e polveri infiammabili: servono apparecchi ATEX adatti a gruppo e classe di temperatura. Maffioletti li fornisce.

Impianto chimico illuminato di notte

Dove si trovano le aree pericolose

Negli impianti chimici e petrolchimici le aree classificate circondano reattori, colonne e pompe e si estendono a parchi serbatoi, baie di carico, depositi di solventi e riempimento fusti. L'interno dei recipienti con liquidi infiammabili è spesso zona 0; le zone 1 e 2 dipendono da grado di emissione e ventilazione. Con polveri combustibili, come i polimeri, valgono le zone 20, 21 e 22.

Molti idrocarburi e solventi, come propano, toluene e acetone, sono IIA; l'etilene è IIB; idrogeno, acetilene e solfuro di carbonio sono IIC; il solfuro di carbonio, con la sua temperatura di accensione molto bassa, richiede anche T6.

Requisiti tipici

  • Resistenza chimica: vapori acidi, solventi e detergenti aggrediscono plastiche, guarnizioni e metalli, quindi verifica la compatibilità dei materiali.
  • Elettricità statica: autocisterne, fusti e IBC vanno collegati a terra durante i travasi, come gli FIBC di tipo C.
  • Classe di temperatura: si sceglie sulla sostanza con la temperatura di accensione più bassa.
  • Strumenti in zona 0: servono apparecchi di categoria 1, ad esempio Ex ia.
  • Norme: Direttive 2014/34/UE e 1999/92/CE; IEC/EN 60079-10-1 e IEC/EN 60079-10-2 per la classificazione, IEC/EN 60079-14 e IEC/EN 60079-17 per installazione e verifiche.

Prodotti per il settore

  • Custodie, morsettiere e pulsantiere: cassette di derivazione Ex e e custodie antideflagranti Ex d; per analizzatori e apparecchi non certificati, sistemi di pressurizzazione Ex p.
  • Messa a terra: sistemi Newson Gale per autocisterne, fusti, IBC e FIBC, anche con verifica del collegamento.
  • Rilevatori di gas: rilevatori per gas infiammabili, tossici e carenza di ossigeno dove si inertizza con azoto.
  • Sicurezza intrinseca: barriere isolate e Zener e remote I/O Pepperl+Fuchs per gli strumenti in zona 0 e 1.
  • Utensili: utensili antiscintilla in rame-berillio e alluminio-bronzo per ridurre il rischio di scintille meccaniche.

Come ti aiutiamo

Progettiamo e assembliamo internamente custodie, morsettiere, pulsantiere e quadri Ex su misura, valutando con te i materiali. Su morsettiere e pulsantiere c'è il servizio Express in 72 ore, e il configuratore online ti aiuta a preparare la richiesta. Come partner autorizzato Pepperl+Fuchs ti supportiamo sulla sicurezza intrinseca.

Con Atex Italia ti affianchiamo per consulenza sulla classificazione delle aree, formazione e ispezioni. Scrivici indicando sostanze e zone.

FAQ

Domande frequenti

Come si sceglie la classe di temperatura in un impianto chimico?

La temperatura superficiale massima dell'apparecchio, indicata dalle classi da T1 (450 °C) a T6 (85 °C), deve essere inferiore alla temperatura di accensione delle sostanze presenti nell'area. Se le sostanze sono più di una, decide quella con la temperatura di accensione più bassa.

Che zona ATEX è l'interno di un serbatoio di solvente?

L'interno di un serbatoio di liquido infiammabile, dove l'atmosfera esplosiva è presente in modo continuo o per lunghi periodi, è di solito zona 0; la classificazione può cambiare se il serbatoio è inertizzato. Gli strumenti installati all'interno devono essere di categoria 1G (EPL Ga), ad esempio a sicurezza intrinseca Ex ia.

Serve la messa a terra per travasare solventi dai fusti?

Sì: il travaso di liquidi infiammabili può generare cariche elettrostatiche, quindi fusti metallici, contenitori e attrezzature vanno collegati tra loro e a terra prima di iniziare. Morsetti e sistemi che verificano il collegamento riducono il rischio che un contatto difettoso passi inosservato.